spunti di riflessione

Lelio Lantella – “L’AMICIZIA tra saldezze e fragilità” – luglio 2024

Pubblichiamo il contributo di Lelio Lantella, ispiratore del nostro sodalizio, sul tema: “L’AMICIZIA, tra saldezze e fragilità”.

CHI TROVA UN AMICO TROVA UN TESORO

L’amicizia come risorsa, persino come tesoro, vive di un’antica e persistente saldezza.

Ma il lessico ha i suoi percorsi e svela i suoi aggiornamenti. Capita di leggere “Ragazzina strangolata dagli amici” (con un cavo elettrico: un dettaglio). Chi è perplesso sulla nuova figura delle “amicizie omicidiarie” può controllare ‘Amicizia’ su un Vocabolario. Il Vocabolario aiuta a ipotizzare che non erano Amici; ma aiuta fino a un certo punto, perché l’uso linguistico è sovrano nel suo esprimere le percezioni dei più. Quindi, non resta che attendere un vocabolario aggiornato: sono amici chi si fa i selfie.

AMICIZIA E INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Lasciato il Vocabolario, andiamo a fare un giro sulla Intelligenza Artificiale. È interessante: ci arriva di tutto, e ci arriva anche il messaggio che, se noi non abbiamo Amici, la colpa è un po’ nostra perché, magari, abbiamo un deficit di empatia. Però, alla fine, anche l’IA – messa alle strette dalla intelligenza naturale – ammette che c’è in giro parecchia gente che ha ben altre difficoltà con l’Amicizia (e ne fa un bell’elenco tipologico); ma, loro, non sono né stranifetenti; loro sono fatti così, mentre noi potremmo studiarci qualcosa.

Dove l’Intelligenza Artificiale rifulge è la classificazione dei tipi di Amicizia: da quella Epica a quelle “sociali” a quelle “social” (comprese le amicizie di pura complicità e quelle maligne); e poi l’IA ci fa scoprire parecchie forme curiose, come la ottocentesca “amicizia di cappello” (grosso modo, oggi, “l’amicizia del batti cinque”). Altro punto di forza sono le raccolte di detti e motti e fraseggi, e, soprattutto, innumerevoli contributi letterari e scientifici (offerti in un attimo).

Quindi: un sentito grazie alla IA, che è ricchissima anche in tema di Amicizia; tuttavia, culturalmente e ideologicamente mainstream.

L’AMICIZIA COME OGGETTO COGNITIVO

In tema di Amicizia è possibile interrogarsi in modo astratto (nozioni, classificazioni, fattori adiuvanti ed opponenti, senso personale, culturale, ideologico, etico, sanitario, persino profili economici, eccetera eccetera) ed è possibile porsi domande concrete su situazioni amicali concrete.

Per le domande concrete, immaginiamo che un Woodstock intenda “soffermarsi” sulla sua l’Amicizia con Snoopy. Saranno possibili: 

  • domande di natura oggettiva: ‘Ci sono le condizioni per cui io sia Amico di Snoopy? Ci sono le condizioni per cui Snoopy sia mio amico? Comunque, a prescindere dalle condizioni, Sono Amico di Snoopy? e Snoopy mi è Amico?
  • domande di natura soggettiva: “mi percepisco” Amico di Snoopy? “Percepisco” Snoopy come Amico? Snoopy “si percepisce” come mio Amico? Snoopy “mi percepisce” come suo Amico?

In genere, quasi nessuno si avventura in un gorgo cognitivo così abissale; e quasi nessuno vi si avventura perché l’intuizione ha già una sua idea (giusta o sbagliata) su come stanno le cose. Tuttavia, prendere in considerazione percorsi articolati e domande puntuali (formulate da ottiche diverse) può giovare alla consapevolezza sulle proprie relazioni amicali (con campanelli di allarme o segnali di rassicurazione; e, persino, con qualche proponimento o qualche provvedimento ove occorrano).

ANCHE PER L’AMICIZIA, PREVENIRE È MEGLIO CHE CURARE

La nostra epoca ha scoperto la prevenzione. E allora, in tale ottica: non sarebbe male qualche check up in tema di amicizie, e non sarebbe male neppure qualche screening (per escludere “sintomi” o “precursori” di qualche tossicità).

Si potrebbero dire due parole, persino, su come misurare le amicizie, magari combinando un paio di parametri quali Magnitudo e Probabilità (nel caso, Probabilità di persistenza). Sono parametri correntemente usati in altri campi. Vedrò di proporVi qualche schemino, per fare prove.

AMICIZIA UNILATERALE O BILATERALE

Si considerino, ora, entrambi “i lati” di una relazione amicale, e si prenda atto delle quattro possibilità (sia oggettive che soggettive):

  • l’Amicizia sta da una sola parte, la mia;
  • l’Amicizia sta da una sola parte, la sua;
  • l’Amicizia non sta da nessuna parte;
  • l’Amicizia sta da entrambe le parti.

Conosco l’obiezione: è assurdo mutilare l’Amicizia segmentandola in localizzazioni unilaterali, ed è assurdo perché l’Amicizia esiste da entrambi i lati oppure non esiste. Ma l’obiezione è debole. Per convincervi della debolezza dell’obiezione, pensate all’Amore: si può amare senza essere riamati, e si può essere amati senza riamare. Non è augurabile, ma accade.

E SE QUALCUNO NON HA AMICI?

Ecco l’ipotesi ritenuta peggiore: e se poi qualcuno non ha Amici? Qui, ovviamente, non ci riferiamo alle Amicizie di mera socialità (che comunque, quando sono serie, non sono proprio da buttar via), ma ci riferiamo alle Amicizie Personali “Virtuose” (come vicinanza empatica ed affettiva nella condivisione di sensibilità e di fondamenti valoriali). Quindi, tornando alla ipotesi peggiore, se poi qualcuno non ha Amici?

In tal caso, siamo soliti spaventare il poveretto dicendogli che gli manca qualcosa di essenziale, e gli facciamo anche balenare qualche spettro (a partire dalla depressione). In verità, ciò che non può mai mancare è il Rispetto tra Persone che si rispettino. Se poi qualcuno non ha Amici con la A maiuscola, non li ha.

AMICO E NEMICO

Per “sapere le cose” non c’è solo il Web. Ci sono anche, da prima del Web, i giacimenti esperienziali. Sono antichi repertori di un sapere radicato, da cui possiamo “estrarre” ciò che occorre (una sorta di mining in senso buono). In questo caso, negli straordinari filoni della “sapienza proverbiale” e dei “sinonimi e contrari”, è recuperabile la chiara opposizione tra Amico e Nemico.

Attenzione, questa opposizione non vuol dire che ogni Persona è Amica oppure è Nemica: oltre agli Amici e ai Nemici (che è possibile non avere) c’è comunque un popoloso universo delle terre di mezzo (gente che non sa neppure che esisti, e qualcuno lo sa ma non ti pensa proprio).

E allora? La contrapposizione tra Amico e Nemico vuol solo dire che l’Amicizia non può convivere con l’ostilità. In concreto: se pensi di essere Amico di qualcuno, e gli riservi o “ti sfuggono” atti di ostilità nei suoi confronti, rivedi il tuo pensiero; se pensi di avere un Amico e ne ricevi o “gli sfuggono” atti di ostilità nei tuoi confronti, rivedi il tuo pensiero.

BIANTE DI PRIENE, E L’AMICIZIA

Biante, uno dei “Sette Sapienti” della Grecia Antica, ha lasciato (2600 anni fa) qualche riflessione in tema di relazioni personali e politiche. Il senso di una sua riflessione è questo: considera l’Amico, di oggi, come possibile Nemico di domani.

L’atteggiamento può essere devastante. Ma lui era stato negoziatore di politica estera e aveva negoziato, per le città ioniche, un “trattato di amicizia” con Creso (re di Lidia, e si sa chi era Creso). E allora si capisce meglio il messaggio di Biante.

Avremmo dovuto ricordare il messaggio di Biante anche noi “occidentali”, anche di recente.

Come nelle fiabe, un pensiero finale:

Il mainstream ideologico-culturale, nel quadro di una sistematica ridefinizione del lessico valoriale, promuove un depauperamento del “valore Amicizia” riducendolo a “condivisione di pratiche sociali”.

Lelio Lantella – “L’Amicizia, tra saldezze e fragilità” – Luglio 2024

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